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Condotte persecutorie nei confronti del dipendente. Risarcimento del danno

La Corte di Cassazione, con l’ordinanza n. 5436/2026, conferma la condanna della società datrice di lavoro con risarcimento del danno non patrimoniale verso il dipendente, a causa delle condotte persecutorie dei colleghi e riconducibili all’inadempimento datoriale agli obblighi di sicurezza (art. 2087 c.c.). Le condotte avevano infatti generato nel lavoratore un quadro ansioso depressivo, costringendolo ad assentarsi per diversi giorni, fino al superamento del periodo di comporto, con successivo licenziamento. I giudici condannano la società a: – reintegrare il lavoratore; – corrispondergli un importo risarcitorio a titolo di ristoro del danno morale e biologico...

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Validità del patto di prova

Il patto di prova è valido quando le mansioni, anche se non descritte analiticamente, risultano determinabili sulla base della qualifica contrattuale, del livello di inquadramento e del contesto professionale, anche in relazione all’esperienza del lavoratore. Lo stabilisce la Corte d’Appello di Brescia con la sentenza n. 244 del 5 marzo 2026. Nel caso in questione, un lavoratore assunto come Marketing and Communication Manager impugna il licenziamento per mancato superamento della prova, sostenendo che il patto fosse nullo perché troppo generico. In primo grado, il Tribunale si pronuncia in favore del lavoratore: – mansioni non sufficientemente indicate; – licenziamento illegittimo; – riconosciuta un’indennità di 6 mensilità. Per la Corte d’Appello, invece, il patto di prova è valido se le mansioni sono determinabili, anche senza una descrizione analitica, soprattutto nei ruoli intellettuali. Non serve un elenco dettagliato dei compiti se: • la qualifica è chiara; • il livello contrattuale è indicato; • il contesto professionale è riconoscibile. Nel caso concreto: il ruolo (marketing & communication) è di uso comune; il livello VIII del CCNL è coerente; il lavoratore aveva esperienza pluriennale nel...

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La retribuzione nel periodo di ferie

La retribuzione del lavoratore nel periodo di ferie deve comprendere tutte le voci corrisposte durante i periodi di servizio: lo rimarca la Corte di Cassazione nell’ordinanza n. 25840/2024, in linea con la posizione assunta dalla giurisprudenza comunitaria.

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Fumo di sigaretta ed esposizione ad amianto: l’intervento della Cassazione

Il fumo da sigaretta può essere considerato concausa della morte per tumore al polmone del lavoratore e riduce il risarcimento, ma non lo esclude per il dipendente esposto all’amianto o altre sostanze nocive sul luogo di lavoro. Lo prevede l’ordinanza n. 27572/2024 della Corte di Cassazione.

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